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#aldoFiordelli

ALFIO FIORDELLI, fiorentino, giornalista e critico gastronomico

Se dovessi descriverti in due righe, come ti presenteresti?
Ho quasi 40 anni, sono un giornalista professionista e lavoro come critico gastronomico per L'Espresso. Una gran parte del tempo la passo a tavola al ristorante, per raccontare cosa c'è di buono in giro per la Toscana e per la Penisola. Ci si sposta da una meta all'altra e si mangia tanto, ma bisogna aver fame di più.

Raccontaci cosa vuol dire essere Scrambler per te.
Non è un caso che Steve McQueen sia evaso scappando su una Scrambler. Cosa c'è di più essenziale, di più spoglio di un nudo, di una naked? Saint-Exupery scriveva che "è intelligente chi viaggia leggero". Nell'agilità della Ducati Scrambler ho trovato tutto questo, leggerezza, viaggio, libertà. Libertà di accelerare e lasciarsi indietro tutto e tutti, libertà di viaggiare per il gusto di viaggiare e non solo per arrivare a destinazione, libertà dalle finte necessità alle quali il consumismo cerca di assuefarci e dalle quali invece la moto ci spoglia.

Quali sono i tuoi itinerari preferiti da fare in moto?
Da fiorentino amante dei motori la mia prima tratta non poteva non essere il Passo della Futa. Per chi, bontà sua, non lo conoscesse il Passo della Futa non è stato solo il valico appenninico fino ai primi Anni Sessanta, prima dell'Autosole, ma il mito della Mille Miglia. Era qui che si vinceva o si perdeva la Freccia Rossa, da Bologna a Brescia è tutta pianura. Qui Nuvolari ha scritto la storia della Scuderia Ferrari. Qui sull'Appennino Tosco-Emiliano, sulle curve più belle del vecchio circuito stradale del Mugello ci si è ispirati per disegnare l'autodromo omonimo. E qui sono salito con la Scrambler, agile, facile, brillante anche in due. Il Passo è una sosta suggestiva, ma subito dopo, alla Traversa Fiorentina, c'è la Trattoria da Bibo. Alessandro Cianti è un giovane e schietto oste col pallino per la qualità, ma senza formalismi. La Guida de L'Espresso è stata la prima a scriverne e oggi è famoso per la miglior bistecca della provincia di Firenze. Siccome però Bibo nasce come edicola, bar e cucina, ci si può fermare ancora per un panino, pardon per due fette di pane cotto a legna nel Mugello e farcite con prosciutto crudo, in questo caso spagnolo: Joselito, il migliore al mondo.

Un altro degli itinerari che mi frullava in testa mischiando passioni e interessi, motori, cinema, cibo e vista la stagione estiva era Calafuria. Lo scoglio sotto la statale che da Livorno porta a Castiglioncello e che costeggia un tratto di costa aspro e a picco sul mare, la strada del Sorpasso. Livorno è un'affascinante città portuale e come tale a vocazione cosmopolita, favorita anche dalle sue origini: fu fondata dai Medici per dare ospitalità a tutti quelli sgraditi a Firenze. Lo spirito labronico però si addice bene all'essenzialità di una Scrambler. Provate a chiedere un'indicazione stradale. Vi diranno tre parole e saranno pur corrette. Il loro cibo di strada assomiglia a questo carattere. Si chiama Cinque e Cinque che stava per cinque lire di pane e cinque di "torta". La torta, noi toscani siamo tutti bastian contrari, è una schiacciata salata di farina di ceci condita con sale e pepe, gialla e nera come la Scrambler sportiva. La migliore si mangia da Gagarin al mercato centrale, in un'ambientazione da Trainspotting mediterraneo. Dietro ci si beve la spuma bionda, perfetta per rimettersi in viaggio. E siccome come diceva Saramago ogni viaggio è un pellegrinaggio, il mio è proseguito con un pellegrinaggio vero salendo per gli stretti tornanti che da Livorno portano a Montenero. Una collina dalla quale si vede il mare, le isole e Livorno anche di notte, dominata dal santuario della Madonna di Montenero, "regina del Tirreno", protettrice dei marinai. Oltre al famelio dei livornesi illustri nel santuario ci sono anche tutte le offerte votive di chi ha avuto la grazia dalla madonnina, motociclisti compresi. Per chi vuole sostare consiglio La Vedetta sia per una schietta cucina di pesce sia per dormire. Grazie a loro ho scoperto anche La Castellaccia e il suo circuito. Si tratta di una scorciatoia che collega Montenero a Quercianella e Castiglioncello, senza riscendere a Livorno. In pratica, mentre le curve del Sorpasso costeggiano la scogliera, quelle di Montenero e La Castellaccia attraversano l'interno. Con un traffico quasi nullo e un terreno perlopiù buono, è qui che ho messo un po' alla frusta lo Scrambler Ducati, stabile in piega e spostandosi sulla sella capace di girare in un fazzoletto. Aperture e rilasci hanno attraversato il cicaleccio della pineta prima di riprendere l'Aurelia destinazione mare.

Taste of Joy: quali sono i luoghi di street food ( ristoranti, chioschi, pub, agriturismi ) di cui non puoi fare a meno?
Lo Scoglietto di Rosignano http://www.loscogliettorosignano.it
Casale Podernovo di Terricciola http://www.casalepodernovo.it
Forno Alimentari Giotto di Chiesanuova
Marco il Trippaio in via Gioberti, di Firenze
Pizzeria Rizieri, di Viareggio
Bagno Texas, Marina di Pietrasanta

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